Associazione “il Colosseo”: la Festa della Donna riletta in chiave tunisina ad Aprilia (LT)
Si è svolta con successo l’Edizione 2010 della Festa della Donna presso la sede de “il Colosseo” Associazione Culturale Italo/Tunisina, la cui sede è ad Aprilia (Latina) presso le strutture ex Claudia. Quest’anno la celebrazione ha assunto un tono più intimo e conviviale, costruito intorno alla condivisione delle bontà culinarie della cucina tunisina, in primis il cous cous che tiene insieme le famiglie nel focolare domestico e che (un po’ come accade in tutto il Mondo a cena) è un momento di verifica e dialogo familiare quotidiano.
La Festa della Donna però è ogni anno anche occasione per ricordare quanta strada sia stata conseguita in Tunisia dalle donne in termini di diritti civili, nella società tunisina ma conseguentemente anche nel territorio italiano, dove vi sono giunte negli anni con punti di partenza -in ambito di auto-coscienza civile ed identitaria- molto più avvantaggiati rispetto a numerose altre aree nord-africane, nel Mar Mediterraneo ed in tutta l’area di cultura araba.
Per dare alcuni dati di riferimento sull’evoluzione del ruolo rivestito dalla donna in Tunisia, si deve sottolineare ad esempio che attualmente le donne costituiscono un terzo dei docenti universitari tunisini, il 58% degli studenti universitari, più di un quarto dei giudici, il 23% dei membri del Parlamento ed hanno forte rappresentanza in polizia e nelle forze armate. Il tasso di analfabetismo delle donne e' crollato dall'82% del 1966 al 31% già nel 2004.
La Banca della Solidarietà tunisina concede prestiti alle donne imprenditrici. Alle donne sono stati forniti questi prestiti per aprire pasticcerie, centri diurni, negozi di abbigliamento e così via. L’economia tunisina vede le donne primeggiare nelle capacità manageriale ed imprenditoriali. le imprese dirette da donne hanno il doppio di possibilità di sopravvivenza, dopo i primi cinque anni, rispetto a quelle dirette da uomini. Sono numerosi, in realtà, i fattori che distinguono chiaramente la Tunisia da altri Paesi arabi o a maggioranza musulmana, sono le sue politiche rispetto a matrimonio, divorzio, sostegno ai bambini, interruzione di gravidanza, i osiddetti “delitti d'onore” e circa la violenza domestica.
E’ generalmente noto che la Tunisia ha le politiche più progressiste del mondo arabo rispetto alle donne, sin da quando il presidente Habib Bourguiba proclamò il Codice sullo status personale nell'agosto 1956, subito dopo aver dichiarato l’Indipendenza del Paese dalla Francia. Il Codice abolisce la poligamia senza eccezioni e punisce l'uomo che sposi una seconda moglie con un anno di prigione e una multa.
La Tunisia è il solo Paese arabo a maggioranza musulmana dove l'interruzione di gravidanza è legale durante il primo trimestre e dove le donne possono ottenere l'intervento a spese dello stato e senza che sia richiesto il permesso del marito. Ma non devono usare l'interruzione di gravidanza come metodo di controllo per le nascite, come sono costrette a fare in alcuni Paesi in via di sviluppo: la Tunisia ha realizzato un ambizioso programma di pianificazione familiare, tramite l'informazione e l'accesso ai contraccettivi. Nel 1993, Zine El Abidine Ben Ali, che successe a Bourguiba come presidente, emendò il Codice sullo status personale per garantire alle donne maggiori diritti. In quel momento vi era un movimento femminista attivo a cui si deve molto per questi cambiamenti.
Non era piu' richiesto ad una donna di obbedire a suo marito, fu stabilito un fondo speciale per dar sostegno alle madri divorziate, e fu possibile da allora per le donne tunisine trasferire la propria nazionalita' ai figli. E l'articolo 207 del Codice penale che riduceva le pene per i cosiddetti “delitti d'onore” fu abolito. Precedentemente, un uomo che ammazzasse la moglie perchè adultera era colpevole semplicemente di "condotta disordinata", oggi è passibile di ergastolo per omicidio. In Pakistan, se proprio vogliamo fare un confronto, un fratello che uccide sua sorella può sfuggire a qualsiasi conseguenza, sarà sufficiente che “confessi” il delitto al padre, il quale prevedibilmente e prontamente lo “perdonerà” e così l’intera questione è totalmente conclusa.
Pur essendo la Tunisia, una Nazione la cui popolazione è di dieci milioni circa di abitanti, viene spesso considerata Nazione-laboratorio in termini di progettazione e sperimentazione civile e giuridica in favore del mondo femminile. Secondo il Rapporto delle Nazioni Unite sullo sviluppo umano nel mondo arabo (2005), l'avanzamento delle donne è “un prerequisito per il Rinascimento arabo, inseparabilmente legato al destino del mondo arabo ed al suo raggiungimento di sviluppo uman”. Da tutti questi punti di vista, quindi, se si vuole vedere quale sarà il futuro prossimo dell’intero mondo arabo, si dovrà attentamente studiare e conoscere bene quello che finora ha conseguito in tali settori la Tunisia.