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Tassa sul cane e il gatto, bufala o verità?
Tassa sul cane e il gatto, bufala o verità?
Ha fatto discutere molto in questi ultimi giorni la presunta tassa sugli animali di affezione, tassare quindi cani e gatti, attribuendo questa “responsabilità” al nuovo governo Monti e alle sue riforme. Completamente smentita dal nuovo esecutivo ma si è scoperto che esiste veramente ed è del Pdl, in particolare di Gianni Mancuso, medico veterinario e autore alla Camera della nuova legge quadro in materia di animali d'affezione, attualmente in esame alla Commissione Affari sociali della Camera.

Mancuso però spiega che la sua proposta era di introdurre una tassa di scopo sul possesso di cani e gatti e con le risorse sostenere i servizi per gli animali visti i molti canili, soprattutto dei piccoli comuni, in difficoltà.

Ha spiegato che non si riesce a finanziare molti servizi comunali per animali e una tassa tra i 10 e 30 euro l’anno per ogni proprietario dell’animale non è molto e che alcuni fondi che vanno a finanziare i randagi nei canili sono gravose per le stesse casse comunali. Sembrerebbe quindi un cane che si morde la coda, troppi soldi da dare ai canili ma servono altri soldi per i cani.

L’ex sottosegretario alla salute Francesca Martini che ha bollato la norma come “un passo indietro sul piano culturale” ha spiegato che se la tassa verrà imposta si dovranno esentare le categorie con difficoltà economiche e sanitarie, per esempio famiglie che hanno disabili o anziani per rispettare l’aspetto sociale della convivenza con gli animali. Aspetto questo importantissimo, in molte famiglie dove l’animale è un membro della famiglia, non solo, non dimentichiamo che molti di loro fanno molta compagnia ad anziani che riescono a combattere la solitudine, riescono a curare malattie sociali, come la depressione o più semplicemente ci difendono da aggressori e ladri. Inoltre molti cani lavorano al fianco dell’uomo, per esempio: cani da salvataggio e cani poliziotto.

Come tutte le leggi ci sono i pro e i contro, in questo caso però non si dimentichi che i cani e i gatti non ne sono al corrente e che non si possono difendere o dare un’opinione ma i proprietari si. Quindi dove sono finiti i padroni e perché ancora nessuno ne parla dando la dovuta importanza alla vicenda alla televisione e ai giornali? Se le due “idee” verranno accomunate potrebbe essere una svolta, i canili si comporterebbero decisamente meglio lasciando la possibilità di adottare maggiormente i cani senza dover tenere comunque sempre un numero fisso di poveri animali nei canili (che non si dica il contrario). Ci sarebbero più cure per loro, si potrà mettere personale competente non solo a visitare e curare i cani ma anche a controllare dove finiscano i soldi e dare o costruire strutture più consone.

Si avrebbe il veterinario della Usl a poco prezzo ma con maggiore efficienza e professionalità e visto che molti veterinari privati costano molto (ma è sempre stato un costo il possesso di animali) si avrà più scelta e più libertà anche di poter avere o adottare un cane.

I contro purtroppo potrebbero essere molto negativi, molte persone per la paura di dover tassare il proprio il cane o gatto potrebbero non volerlo più e qui si arriverà ad avere più randagi e quindi più spese, ed anche in questo caso ci sarebbe il solito cane che si mordere la coda, per non parlare dei molti veterinari privati che ci ritroveremo sul piede di guerra.

Non ci rimane che stupirci un po’, sperare che la legge sia esaminata attentamente e che vengano presi in considerazione tutti i punti. Lasciamo che i cani e i gatti giochino e diamo la possibilità a molti comuni padroni di dare la propria opinione, per incominciare si potrebbero tassare solo i suppellettili per gli animali.
 
 
 
 di Emanuela Marotta - 29/11/2011 21:43:18