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I dipinti in formato mignon di Zavattini a Luzzara
I dipinti in formato mignon di Zavattini a Luzzara
Luzzara e Zavattini. Un legame lungo una vita è il titolo della mostra che sarà inaugurata sabato 25 settembre all’ex convento degli Agostiniani a Luzzara di Reggio Emilia, terra natale di Cesare Zavattini morto a Roma nel 1989. Si tratta dell’esposizione di una parte consistente della celebre Collezione minima, la raccolta di dipinti di 8x10 centimetri del giornalista, poeta, soggettista e sceneggiatore emiliano che con De Sica realizzò moltissimi film tra cui i capolavori del neorealismo Suscià del 1946, Ladri di biciclette del 1948 e Umberto D. del 1952. L’idea di collezionare dipinti di piccolissime dimensioni venne a Zavattini all’inizio degli anni ‘40, quando ricevette il bozzetto di un dipinto di Campigli di 8x10 centimetri, un dono che diede avvio alla Collezione minima. Una raccolta che appare perciò unica per il formato, sempre ridottissimo: se la scelta dei dipinti cosiddetti minimi è stata soprattutto dettata da necessità economiche, allo stesso tempo stimolò Zavattini a inventare un collezionismo nuovo, di proporzioni insolitamente ridotte, che assunse presto i connotati della committenza vera e propria. Le pareti del suo appartamento si riempirono così di piccoli capolavori di tanti artisti conosciuti personalmente o contattati per lettera. Una collezione che alla fine degli anni Settanta raccoglieva circa 2000 pezzi tra cui opere di Burri, Fontana, De Chirico, Balla, Manzù, Rosai, Carrà, De Pisis, Ligabue.
Nonostante l’appassionata cura dedicata per più di trent’anni alla sua raccolta, Zavattini fu costretto per ragioni economiche a cedere alle numerose offerte dei galleristi e dei collezionisti, vendendo la maggior parte dei suoi dipinti. Anche se parzialmente, la Collezione minima permette stimolanti percorsi nel complesso e vivace dedalo della pittura italiana del Novecento.
 
 
 
 di Chiara Buratti - 24/09/2010 14:43:20