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Botswana,  dove la natura prevale sulla cultura
Botswana, dove la natura prevale sulla cultura
Cultura e natura sono probabilmente le due strade maestre che spingono l’uomo turista a viaggiare. Si dice, ma non si sa chi lo abbia detto né quando lo ha detto che l’Italia è il maggiore contenitore di beni culturali della terra, in cifre il 50%. Sta di fatto che, ammesso e non concesso che sia vero,la cultura oggi é solo una componente e non già elemento determinante dei flussi turistici internazionali, - prova ne sia che nelle classifiche mondiali dei paesi più visitati al mondo l’Italia, da anni, ha perso il primo posto e ogni hanno si allontana dalla vetta della classifica.
Le bellezze naturali, fortunatamente, sfuggono a queste statistiche mendaci e di fatto sono state equamente distribuite dal Creatore su tutta la terra. Di certo nel Botswana i turisti sono attratti in primis dalla morfologia del territorio, dalla fauna, dalla flora e dalle popolazioni che vi abitano, così lontane dalla nostra cultura.Un dato su tutti : nel Botswana gli animali selvatici risultano di gran lunga superiori al numero degli abitanti.

Inoltre questo Paese ha due delle maggiori valenze naturalistiche dell’Africa australe, vale a dire il deserto del Kalahari e il delta dell’Okavango, che occupano poi buona parte del territorio. Il Kalahari, il cui nome significa “la terra della grande sete”, è un deserto aridissimo e piatto di sabbia rossa e rilievi rocciosi esteso due volte e mezzo l’Italia, con temperature tanto torride tra novembre e gennaio da rendere dura la vita anche agli insetti, che solo nelle zone marginali si trasforma in una desolata savana sabbiosa popolata da cespugli spinosi, antilopi e gazzelle, prede dei leoni e degli ultimi cacciatori boscimani.

Questa popolazione ormai ridotta a non più di 1-2.000 individui e destinata inesorabilmente all’estinzione, di bassa statura, dalla pelle ambrata e con gli occhi a mandorla, sono abili e infaticabili cacciatori seminomadi che vivono da 30.000 anni delle scarse risorse offerte dal deserto e si colloca tra le più antiche e le meno evolute del continente. Le scene di caccia e di vita quotidiana dipinte all’interno di alcune grotte diecimila anni fa non si discostano per nulla da quelle che si possono osservare ancora oggi. Un ambiente di natura primordiale, dove si possono provare le emozioni che dovettero pervadere i primi esploratori africani.

Strano fiume invece l’Okavango: nato nell’Angola centrale, anzichè defluire nell’oceano come tutti gli altri fiumi, dopo un percorso di 1.300 chilometri, con cui segna anche il confine settentrionale della Namibia, entra nel Botswana e all’impatto con le sabbie del Kalahari forma un delta paludoso grande come Piemonte, Liguria e Lombardia assieme, originando un vero paradiso naturalistico di canali, lagune e isole piene di vegetazione dove predominano papiri, giunchi, palme e ninfee, da esplorare in canoa e abitato esclusivamente da animali come elefanti, leoni, leopardi, bufali, zebre, antilopi d’acqua, ippopotami e coccodrilli, nonché da miriadi di uccelli tra cui fenicotteri, aironi, pellicani e cicogne. Una splendida curiosità geografica, con 8 milioni di metri cubi d’acqua che ogni anno si dissolvono nel Kalahari a formare il maggior delta interno del mondo su un fronte di 300 km e un dedalo di percorsi a geometria variabile che varia di stagione in stagione, un’enorme oasi verde nel deserto e la maggior zona selvaggia dell’Africa Australe.

In Botswana l’operatore milanese “I Viaggi di Maurizio Levi” (tel. 02 34 93 45 28, www.deserti-viaggilevi.it), specializzato in viaggi inusuali di scoperta, propone sul proprio catalogo “Deserti” un itinerario in fuoristrada di 14 giorni per realizzare uno dei più emozionanti safari africani. Il percorso tocca la riserva del Kalahari centrale, che a differenza di altri deserti – grazie alla presenza di una fitta prateria e di boschetti di arbusti – costituisce un habitat ideale per molti animali e abitata infatti da diverse specie di antilopi, struzzi, iene, ghepardi e i famosi leoni dalla criniera bruna; la riserva Moremi nell’Okavango, sorvolata prima su piccoli aerei e visitata poi a piedi e in piroga lungo canali e lagune, dove vivono oltre 600 specie diverse di animali in uno degli ambienti più straordinari del continente, e prosegue con il parco Chobe con le sue enormi savane percorse da consistenti branchi di erbivori e da numerosi predatori e che concentra il maggior numero di elefanti africani, con visita ad alcuni villaggi di capanne di pastori tswana, per concludersi infine nel confinante Zimbabwe assistendo al superbo spettacolo delle Cascate Vittoria, scoperte nel 1853 dall’esploratore inglese David Livingstone, dove 5 milioni di litri d’acqua al secondo del fiume Zambesi, largo in quel punto 1.600 metri, precipitano con un salto di quasi cento. Partenze individuali settimanali e mensili per piccoli gruppi da giugno ad ottobre 2012 con voli di linea Lufthansa da Milano e Roma, guida di lingua inglese, pernottamenti in lodge e campi tendati preallestiti con pensione completa, quote da 3.680 euro in doppia.
 
 
 
 di Lamberto Selleri - 24/07/2012 14:32:48