La coppia Pambieri -Tanzi in “Clizia” di Machiavelli al Plautus Festival 2012
Era così tanto piaciuta a Niccolò Machiavelli la commedia plautina La Càsina da farne egli stesso una rielaborazione nel 1525. Forse identificandosi con il protagonista di quella immarcescibile storia narrata da Tito Maccio Plauto attraverso un intreccio farsesco, Machiavelli riprende la vicenda dell’uomo maturo sposato che perde la testa per una bella fanciulla e scrive la Clizia.Questo testo, grazie ad una struttura e ad una lingua già permeate di valori borghesi, fà emergere più facilmente davanti allo sguardo contemporaneo gli elementi che giustificano, anzi incoraggiano, un'indagine su ciò che vi è di attuale e di efficace in questa trama.
Presentata dall’Associazione Culturale Teatroper, la commedia in due atti Clizia di Niccolò Machiavelli andrà in scena per la regia di Giacomo Zito sabato 28 luglio 2012 alle ore 21,30 all’Arena Plautina di Sarsina, terzo appuntamento in cartellone della 52esima edizione del Plautus Festival, direzione artistica di Cristiano Roccamo.
Interpreti delle eterne tensioni di coppia, tra fedeltà e adulterio dei personaggi sulla scena, saranno due noti e bravi attori che a Sarsina sono di casa per aver calcato numerose volte le scene del Plautus Festival nelle edizioni precedenti.Partners anche nella vita, sono: Giuseppe Pambieri che vestirà i panni di Nicomaco e Lia Tanzi quelli della moglie Sofronia. Con loro, Geremia Longobardo è il figlio Cleandro; Barbara Bovoli interpreta Doria,la governante di Sofronia; Gianna Coletti (partecipazione straordinaria), è Mirrina, l’amica di Sofronia; Lorenzo Alessandri è Pirro, il segretario di Nicomaco e Fabrizio Apolloni è Eustachio, l’impiegato di Nicomaco.Scene di Mario Amodio, costumi di Saverio Galano, musiche originali di Angelo Valori.
Nella finzione scenica, l’uomo maturo è Nicomaco.Egli perde la testa per una giovane bellissima donna, da lui e dalla moglie adottata fin da bambina.Contro le consuetudini sociali e in barba alla sua età, l’uomo tenta ogni sotterfugio e ogni stratagemma per soddisfare il suo desiderio di giacere con lei e possederla, contro ogni buon senso, come se il suo sogno e la realtà oggettiva potessero avere un possibile punto d’incontro.
Anche il figlio di Nicomaco, Cleandro, ne è innamorato, ma non può sposarla perché, sorellastra, orfana e senza dote, la ragazza non sarebbe l’opportuna consorte.Entrambi dunque inducono i propri servitori, Pirro ed Eustachio, a chiedere la mano della fanciulla, per poterne poi essi stessi disporre.
Sofronia, moglie del vecchio, che ha subodorato le intenzioni del marito, prende le parti del figlio.In ragione di un sorteggio, la fanciulla viene tuttavia data in sposa al servo di Nicomaco.Ma, al posto della giovane, al talamo d’amore si presenta, travestito da donna, il servo del figlio che, approfittando dell’oscurità della stanza, maltratterà e picchierà Nicomaco.Il vecchio, a questo punto, è costretto a chiedere scusa alla moglie, mentre la fanciulla, riconosciuta come rampolla di nobili natali, potrà sposare suo figlio.
Nelle note di regia, Giacomo Zito spiega: “Clizia, oggetto di inappagabile desiderio, è la metafora di un sogno, di una chimera. Le responsabilità cominciano dai sogni, perché i sogni sono il luogo primo dove le regole e l’ordine vengono sfidati e infranti dalla furia dei nostri desideri più profondi e inconfessabili, e quando sogno e desiderio dell’individuo esondano sulla realtà e si confondono con essa, uno degli antidoti più efficaci ad un processo che è di per sé produttore inarrestabile di tragedia, è proprio la commedia, la denuncia attraverso ciò che di comico c’è in un comportamento egoistico e asociale, ciecamente asservito ad una pulsione istintiva. Quindi ridere è la manifestazione pacifica, individuale e collettiva, del castigo sociale nei confronti di chi è stato stregato da un sogno, e l’assurdità comica è della stessa natura di quella dei sogni, come dice Bergson. Clizia – aggiunge - a partire dal testo di Machiavelli, è uno spettacolo che ci riporta alla contemporaneità sia nel linguaggio (portando alle estreme conseguenze comiche la relazione tra i personaggi, smascherando le loro irrefrenabili pulsioni, attraverso la moltiplicazione delle finzioni, dei travestimenti, dei vizi di una società civile in decadenza), che nell'immagine, con l'evocazione di una zattera di folli naufraghi sperduti, alla deriva in una nebbiosa palude.La messinscena, ricca di suggestioni visive e contributi musicali originali, trasforma il semplice dipanarsi dell'azione scenica in un rituale travolgente, comico e onirico allo stesso tempo, scandaloso come un'orgia, spregiudicato come una festa carnevalesca, visionario come un film di Kubrick”. E aggiunge: “Clizia non è solo un intrigo perfetto, con richiami che rimandano fin troppo banalmente all’attualità, ma è il travestimento di un esorcismo contro il tempo.Un grande pendolo (come un patibolo?), dètta inesorabile il suo scorrere: è un conto alla rovescia la vita.E l’illusione giovanile di essere eterni, con il traguardo oltre l’orizzonte, cede il posto alla subliminale ma serpeggiante sensazione che la fine si avvicina, e i giorni cominciano sempre più rapidamente a precipitare uno sull’altro.Ma bisogna pur che il corpo esulti. E c’è chi per questo perde la testa”. Insomma “E’ una partita a cronometro – conclude - dove il baro viene burlato dal suo antagonista, e non si accorge che la partita è truccata, e quando è ormai caduto nella trappola e si accorge che tutti ridono di lui, è troppo tardi: Game over”.
Luogo di svolgimento degli spettacoli del Plautus Festival: Loc. Calbano,Comune di Sarsina (FC); inizio ore 21,30. Altre info: www.plautusfestival.it - info@plautusfestival.it - cultura@comune.sarsina.fc.it - Ufficio Teatro Tel-Fax 0547 698102 - Ufficio Cultura Sarsina Tel 0547 94901- Biglietteria on line: www.vivaticket.it