L’agenzia Moody’s boccia anche il fondo “Salva Stati” e lo spread sale.
La Consob vieta le vendite allo scoperto.
La decisione dell’agenzia di rating, si è pronunciata al termine di una nuova e successiva, giornata negativa delle borse europee, che ha registrato un Spread oltre i 520 punti in aumento.
Valori ai minimi storici, da quando ha avuto inizio finanziaria del 2009.
La nota congiunta, dell’asse Roma Parigi e Madrid, che chiedeva l’applicazione dello scodo anti Spread, risulta sembra non pervenuta.
La situazione economica della Spagna, sembra sempre più simile alla Grecia, la BCE interviene a sostegno dei stati che chiedono aiuto, in cambio gli stati devono impegnarsi a cedere parti di sovranità.
La decisione della Consob, per arginare le speculazioni, di reintrodurre il divieto delle vendite allo scoperto sui titoli del settore finanziario e assicurativo per la settimana in corso, il divieto resterà effettivo sino alle ore 18.00 di venerdì 27 luglio 2012.
La decisione, anche se appare prudente, entra in contrasto con l’esperienza del passato. Il riferimento, è quello sugli effetti causati a seguito dei divieti delle vendite allo scoperto imposto dalle Autorità di più Paesi, nell’ambito internazionale nel 2008, di seguito al fallimento di Lehman Brother, dove tale decisione di fatto, ha dimostrato che non da sostegno al mercato, tranne che in alcuni casi e nel breve periodo, ma danneggia la liquidità del mercato.
Tanto per rinfrescare la memoria, dopo il fallimento della Lehman Brothers nel settembre del 2008, la fiducia sulla solidità delle banche, era venuta un pò meno, provocando sul mercato il crollo dei prezzi delle azioni bancarie e società finanziarie.
A seguito di ciò, molti Paesi vietarono: 1. le “Naked Short”, dove il venditore non prende a prestito le azioni per consegnarle al compratore nel periodo di regolamento; 2. le “Covered Short Sales”, in cui il venditore si protegge prendendo a prestito le azioni.
Le decisioni prese, influirono su un frazionamento delle azioni colpite dai divieti, in progressione da 0 a 20% con punte del 30%, per la durata dei successivi otto mesi. Studi economici teorici ed empirici, avrebbero sconsigliato adottare divieti di questo tipo, che simili interventi di divieti delle vendite allo scoperto possono sostenere i prezzi azionari, ci sono opinioni controverse, con evidenza che essi non possono ridurre la liquidità del mercato. Dato che durante la crisi, la liquidità delle azioni è stata ridotta.
Leggendo, è possibile evidenziare che i divieti non hanno influito significativamente sui prezzi, ha invece influito negativamente sulla liquidità del mercato. Il danno è stato ancora più avvertito, in quanto è conciso con la scarsa liquidità di molti mercati in quel momento. L’esperienza non insegna.
di Luigi Smirne - 24/07/2012 12:31:38
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