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		<title>Culturalnews.it RSS Cultura</title>
		<description>Feed dello Sport di CulturalNews</description>
		<link>http://www.culturalnews.it/rss/rss_cultura.asp</link>
		
				<item>
					<title><![CDATA[Teatro a Roma: Giobbe Covatta ed Enzo Iacchetti in Niente progetti per il futuro]]></title>
					<link><![CDATA[http://www.culturalnews.it/dettaglio.asp?ID=20444]]></link>
					<description><![CDATA[Il grande Domenico Modugno nel 1968 in una delle sue canzoni pi&ugrave; belle ed indimenticabili raccontava di un ponte e di un uomo che, nonostante si sentisse attratto "dall'acqua scura" e dalla "dannata voglia di fare un tuffo gi&ugrave;", riusciva grazie ad un segno divino  a trasformare la sua disperazione in una meravigliosa riscoperta della vita. 

Quarant'anni dopo &egrave; sempre da un ponte che si riparte per descrivere paure e delusioni, gioie e dolori dell'esistenza umana, ma questa volta in un'ambientazione teatrale, con due aspiranti suicidi d'eccezione, Giobbe Covatta ed Enzo Iacchetti.

In "Niente progetti per il futuro" scritto e diretto da Francesco Brandi, in scena al teatro Quirino di Roma fino a 19 febbraio prossimo, i due comici affrontano tra ironia e sarcasmo, le problematiche della societ&agrave; nella quale viviamo, dove siamo sempre pi&ugrave; inghiottiti dagli impegni di lavoro, dalla fame di successo, dalla frenesia e spesso perdiamo la bussola del nostro cammino lasciando indietro i valori e gli affetti pi&ugrave; cari.

Ivan e Tobia, sono due personaggi diversi tra loro, goffo ed impacciato il primo, arrogante e deciso il secondo, si incontrano casualmente in una fredda notte di Milano, uniti solo dallo stessa volont&agrave; di farla finita e gettarsi gi&ugrave; da un ponte insieme ai loro fallimenti esistenziali. Ivan (interpretato da Giobbe Covatta) &egrave; un parcheggiatore, un uomo semplice con una cultura modesta ed una bassa estrazione sociale, religioso e praticante ha deciso -o forse ha solo pensato- al gesto estremo, dopo il tradimento di sua moglie.

Tobia, che ha il volto di Enzo Iacchetti, &egrave; invece un vip della televisione, colto, egoista ed abituato ad avere tutti i riflettori puntati addosso, non pu&ograve; sopportare di essere stato dimenticato ed umiliato dallo star-system, di aver perso tutti i suoi fan ed il suo lavoro, ed ha deciso quindi di uscire di scena per sempre, nonostante sia fresco di matrimonio con una giovane  soubrette  impegnata in una carriera folgorante. 


I due, costretti loro malgrado a dover condividere un momento cos&igrave; decisivo e difficile, si studiano, si raccontano, si incoraggiano e si ostacolano reciprocamente, fino a scoprire di avere pi&ugrave; cose in comune di quanto possano anche solo lontanamente immaginare. In un gioco surreale sospeso paradossalmente tra la vita e la morte, la tragedia si trasforma in commedia e viceversa, fino ad arrivare ad un epilogo davvero sorprendente. 


Della coppia comica Giobbe Covatta e Enzo Iacchetti, legati gi&agrave; in passato da altri impegni artistici, ci&ograve; che convince &egrave; la naturalezza della loro simpatia che traspare durante lo spettacolo spesso anche con battute improvvisate e mai banali, che rendono questa commedia degli equivoci  davvero coinvolgente. 

31 Gennaio - 19 Febbraio
Teatro Quirino 
Via delle Vergini 7, 00187 Roma 
tel. +39.06.67.90.616 – 06.67.83.730
info@teatroquirino.it 
www.teatroquirino.it]]></description>
					<pubDate><![CDATA[Sat, 04 Feb 2012 20:38:26 GMT]]></pubDate>
                </item>
			
				<item>
					<title><![CDATA[E&acute; morto a 81 anni nella sua New York l&acute;attore Ben Gazzara]]></title>
					<link><![CDATA[http://www.culturalnews.it/dettaglio.asp?ID=20436]]></link>
					<description><![CDATA[E&acute; morto a 81 anni nella sua New York l&acute;attore Ben Gazzara, celebre tra l&acute;altro per il ruolo del boss ispirato a Raffaele Cutolo nel film "Il Camorrista" di Giuseppe Tornatore. Figlio di immigrati siciliani, Gazzara debutt&ograve; sul grande schermo nel &acute;59. E&acute; spirato per un tumore, diagnosticatogli 13 anni fa.]]></description>
					<pubDate><![CDATA[Sat, 04 Feb 2012 14:17:55 GMT]]></pubDate>
                </item>
			
				<item>
					<title><![CDATA[Cinema: Nelle sale "The Help" con Emma Stone]]></title>
					<link><![CDATA[http://www.culturalnews.it/dettaglio.asp?ID=20428]]></link>
					<description><![CDATA[Lotta per i diritti e civili e guerra alle barriere razziali, questo il tema centrale di The Help, il nuovo film di Tate Taylor (regista di Pretty Ugly People del 2008) gi&agrave; inserito nella top list degli Oscar 2012. 

Tratto dall&acute;omonimo libro di Kathryn Sockett, uscito pochi anni fa, racconta il dolore e l'ignoranza che caratterizzavano l'America degli anni '60, quando il colore della pelle significava per alcuni doversi sottomettere ad un potere precostituito e per altri era l'emblema di una superiorit&agrave; fittizia e blasonata da ostentare durante le partite di bridge.

 Accendendo i riflettori su di una piccola localit&agrave; del Mississippi, lo Stato pi&ugrave; restio all&acute;abolizione della schiavit&ugrave;, il regista statunitense mette in scena la solidariet&agrave; femminile in un contesto fatto di piccoli eventi a fronte di altri ben pi&ugrave; grandi ed importanti per la storia, come l'assassinio del Pesidente John F. Kennedy. 

The Help ci ricorda in parte il durissimo Il colore viola diretto da Spielberg nel 1985, ma se ne distacca soprattutto nella violenza, esaltando invece il coraggio delle donne, la loro amicizia, capace di superare il pregiudizio e l'odio ed accendere la miccia di una piccola rivoluzione alimentata dal desiderio di libert&agrave;.


 Il film di Taylor non parla di una storia realmente accaduta, ma &egrave; autentico nell'emozione e nella drammaticit&agrave; dei fatti che ripercorre con minuziosit&agrave; ed un alone di amarezza, come l'Apartheid degli autobus o dei gabinetti all'interno delle case signorili.

 Poggiandosi sul punto di vista femminile, esalta la dolcezza delle 3 protagoniste, le due domestiche afroamericane Aibileen Clark (Viola Davis) e Minny Jackson (una vulcanica Octavia Spencer) e la giovane e brillante laureata Eugenia Skeeter Phelan (Emma Stone), divise pubblicamente dal colore della pelle ma unite nel cuore e nella volont&agrave; di tirarsi fuori da ogni condizionamento sociale. 

Sono loro la forza della verit&agrave;, sono loro che per assestare un duro colpo alla meschinit&agrave; razzista dilagante, decidono di mettere (&egrave; proprio il caso di dirlo) "nero su bianco" le storie di tante cameriere di colore e svelare cos&igrave;, con un libro "scandalo", gli abusi ed i soprusi che si celavano tra le mura delle villette a schiera di Jackson. 
Senza scadere nel sentimentalismo o nella morale, The Help deve il suo successo principalmente al cast, alle superlative interpretazioni di Octavia Spencer e Viola Davis, ed  alle performance di Bryce Dallas Howard, alias Hilly Holbrook, e di Sissy Spacek (premio Oscar come migliore attrice non protagonista in La ragazza di Nashvill) che interpreta la madre di un personaggio principale Hilly, affetta da Alzheimer ma dotata ancora di un pungente "sense of humour", stimolato dal dispotismo e dall'arroganza della figlia.  

Molto belle sono anche le scenografie, curate da Mark Ricker, che traccia il ritratto del Mississippi degli anni sessanta, attraverso  un' estrema cura sia degli interni che degli esterni, soffermandosi sulla suggestiva panoramica delle piantagioni di Jackson all'arrivo del tornado.

Degna di "nota" &egrave; infine la colonna sonora del film, deliziosamente arrangiata sulla musica  originale di Thomas Newman, (compositore per film come  Le ali della libert&agrave;, Pomodori verdi fritti, e Revolutionary Road) e sui grandi successi dell'epoca come "Hallelujah I love her so" di Ray Charles e "Don&acute;t think twice, It&acute;s all right" di Bob Dylan. 



Nazione:  U.S.A. 
Anno:  2011 
Genere:  Drammatico 
Regia:  Tate Taylor 
Sito ufficiale:  http://thehelpmovie.com 
Sito italiano:  www.thehelp.it 
Cast:  Emma Stone, Viola Davis, Bryce Dallas Howard, Octavia Spencer, Jessica Chastain, Ahna O&acute;Reilly, Allison Janney, Anna Camp, Sissy Spacek, Eleanor Henry, Chris Lowell, Cicely Tyson 
Produzione:  1492 Pictures, Harbinger Pictures 
Distribuzione:  Walt Disney Studios Motion Pictures Italia]]></description>
					<pubDate><![CDATA[Tue, 31 Jan 2012 15:05:43 GMT]]></pubDate>
                </item>
			
				<item>
					<title><![CDATA[Torna in scena "Mia Dea" con Valentina Chico]]></title>
					<link><![CDATA[http://www.culturalnews.it/dettaglio.asp?ID=20422]]></link>
					<description><![CDATA[- IL DRAMMA DI DARIO D'AMATO AL TEATRO DELL'OROLOGIO, A ROMA -

di Enrico Stella

A distanza di due anni dal debutto, va in scena a Roma, per la seconda volta, "Mia Dea" di Dario D'Amato, scritto per Valentina Chico che ha collaborato attivamente al progetto e ne &egrave; l'interprete unica e ideale.  La regia &egrave; di Francesco Spaziani.
La protagonista ha una storia terribile: ha ucciso il padre padrone, un delitto rarissimo per una donna, e sta scontando la pena in una cella opprimente e semibuia. Prima che inizi lo spettacolo la troviamo immobile, a sipario aperto, prona sul palcoscenico segnato col gesso da un quadrato bianco: un'immagine forte che ci colpisce mentre prendiamo posto in sala. Il dramma &egrave; imperniato sulla circostanza che l'indomani la figlioletta, vissuta con lei in carcere, compir&agrave; tre anni e, secondo la legge italiana, le verr&agrave; tolta e data in affidamento: una scadenza inesorabile e gravemente traumatica per la mamma e per la bimba. Mentre prepara la torta di compleanno, nella mente della detenuta si affollano ricordi felici e sogni di riscatto, alternati a momenti di rabbia e ribellione, a progetti disperati, distruttivi, fino al disegno atroce di stringere a sé la bambina per soffocarla, pur di non farsela strappare: "come ti ho messo al mondo ti ci tolgo!" La folle idea dell'infanticidio ricorda il mito greco di Medea che sopprime i due pargoli avuti con Giasone, e il testo di D'Amato ha toni da tragedia greca in chiave moderna. 
Il monologo, non facile, a tratti lucido o delirante, &egrave; magistralmente recitato dalla Chico che rivela ancora una volta, emozionandoci, le sue grandi doti di attrice. Prima di questa toccante interpretazione, Valentina si &egrave; ispirata e documentata visitando a Venezia il Carcere femminile della Giudecca, dove ha anche letto, assieme alle detenute, brani dei loro diari. 
Nel nostro paese le madri recluse con i propri bambini sono quasi sessanta; non &egrave; un numero elevato, ma l'ordinamento finora in vigore &egrave; in contrasto con i principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia. La situazione &egrave; destinata a migliorare a partire dal 2014, se verranno applicate correttamente le nuove regole sancite da un disegno di legge gi&agrave; approvato in via definitiva il 30 marzo 2011. E' previsto l'innalzamento da tre a sei anni di et&agrave; del periodo nel quale il figlio pu&ograve; restare con la mamma mentre questa sconta la pena agli arresti domiciliari o in un "istituto a custodia attenuata per madri" (I.C.A.M.), dotato di sistemi di sicurezza non riconoscibili dai bambini. Cos&igrave; gli sfortunati minori trascorreranno i loro primissimi anni in un ambiente familiare che non ricorda il carcere, riducendo il rischio d&acute;insorgenza di problemi legati allo sviluppo della sfera emotiva e relazionale.
Quasi tutte le interpretazioni di Valentina Chico sono legate al suo appassionato impegno civile; abbiamo sempre trovato questa splendida attrice romana in prima fila, con iniziative concrete, nella lotta contro la violenza sulle donne e le discriminazioni etniche e di sesso, o contro la pena di morte, o in difesa della sopravvivenza di teatri, come il Valle, minacciati di chiusura. E' stata lei a fondare nel 2009, assieme a Francesca Desideri, l'Associazione M.A.Te 11 (Movimenti Artistici nel Territorio, onlus) che ha gi&agrave; realizzato numerosi eventi culturali e prodotto spettacoli teatrali, compreso "Mia Dea". La stessa Associazione organizza corsi gratuiti di italiano, dedicati ai migranti per agevolarne l'integrazione nel nostro paese. Su M.A.Te 11 abbiamo riferito pi&ugrave; diffusamente nelle News dell'Annuario del Cinema Italiano &amp; Audiovisivi e di Una Vita per il Cinema del 23 novembre 2011, a proposito dello spettacolo "Butterfly Burning", diretto e interpretato dalla Chico.
Mia Dea &egrave; stato rappresentato in anteprima al Festival delle Arti Misticanza di San Casciano dei Bagni (Siena)  nel settembre 2009, mentre nel gennaio successivo &egrave; andato in scena al Cometa Off di Roma; il Teatro Rifredi di Firenze lo ha programmato all'inizio dello scorso anno nell'ambito di Serate d'Attore - Serate d'Autore. Il nuovo appuntamento romano &egrave; al Teatro dell'Orologio, Sala Gassman, dal 7 al 19 febbraio. Il 25 dello stesso mese lo spettacolo &egrave; atteso al Teatro Augusto Massari di San Giovanni in Marignano (Rimini), per la Rassegna Intermittenze. Le foto di scena sono di Daniele Mosconi e Pierluigi Rossi.
L'Orologio &egrave; ubicato in una suggestiva zona del centro di Roma, nei sotterranei del complesso monumentale del Borromini, l'Oratorio della Chiesa Nuova. E' un teatro multisala, autogestito, che in 27 anni di attivit&agrave; si &egrave; distinto sia sul piano artistico, per un lavoro innovativo da parte di personalit&agrave; della cultura sensibili al nuovo, sia sul piano sociale come punto di aggregazione per tanti giovani, accolti in un ambiente fertile e ricettivo: &egrave; infatti sede di corsi, seminari, laboratori, stage, conferenze, proiezioni. Tra le molteplici attivit&agrave; che vi si svolgono, "Scene di conversazione" &egrave; un modulo di iniziative diverse per una cultura dello spettacolo aperta alla partecipazione dei giovani artisti di teatro, cinema, televisione, arti visive, scrittura, ma anche al vasto pubblico degli amatori.]]></description>
					<pubDate><![CDATA[Mon, 30 Jan 2012 15:46:37 GMT]]></pubDate>
                </item>
			
				<item>
					<title><![CDATA[IL RITORNO DI MARLENE]]></title>
					<link><![CDATA[http://www.culturalnews.it/dettaglio.asp?ID=20421]]></link>
					<description><![CDATA[IL RITORNO DI MARLENE
Torna in scena Quince, l'uomo che divent&ograve; Marlene
Premio Marius 2009 a Parigi 
(come miglior spettacolo musicale dell'anno) 
 
 
 
Dal 21 al 26 febbraio prossimo al Teatro Erba di Torino (da marted&igrave; a sabato ore 21.00, domenica ore 16.00, infoline www.torinospettacoli.com) torna in scena MARLENE D. The Legend scritto e diretto da Riccardo Castagnari e interpretato da QUINCE. Lo spettacolo compie quest'anno 11 anni. Nato infatti nel 2001, per l'anniversario della nascita della Dietrich, passa nel 2003 per Citt&agrave; del Messico fino ad arrivare nel 2008 e 2009 sui palcoscenici francesi dove rimane in cartellone a Parigi per pi&ugrave; di tre mesi aggiudicandosi anche il prestigioso premio MARIUS 2009 come miglior spettacolo musicale dell&acute;anno -categoria adattamento francese- e la nomination a QUINCE come miglior attore protagonista. 

Parigi ha anche suggellato l&acute;incontro tra QUINCE e i fotografi Pierre e Gilles chehanno realizzato uno straordinario scatto in mostra a Parigi e pubblicato su catalogo (WONDERFUL TOWN alla Galerie Jérôme de Noirmont ).

Lo spettacolo ci propone una sensuale quanto ambigua Marlene Dietrich. Uno spaccato di vita della diva quando, ormai cinquantenne, viene dichiarata, insieme ad altre sue celebri colleghe, un disastro per il botteghino. Ecco allora che lei re-inventa se stessa in una nuova professione, quella di cantante e inizia una lunga tourn&egrave;e che la vedr&agrave; impegnata per i restanti 20 anni della sua lunga carriera. Ed &egrave; proprio qui che, in occasione della preparazione meticolosa di uno dei suoi leggendari concerti, veniamo a conoscenza anche della donna, con i retroscena dei suoi amori, con lo sfarzo dei suoi costumi e il risvolto amaro della sua solitudine. Il tutto accompagnato dalle pi&ugrave; belle canzoni che la Dietrich ha cantato sui palcoscenici di tutto il mondo accompagnata, nei primi anni, da un giovanissimo Burt Bacharach.

Quince, non &egrave; pi&ugrave; un mistero, &egrave; in realt&agrave; Riccardo Castagnari, in quello che solo riduttivamente possiamo chiamare un ruolo en travest&igrave;. "Pur essendoci in scena un uomo vestito da donna, non credo che questo possa definirsi un ruolo en travesti, nel senso usuale del termine. Ho inventato la definizione di Actor Queen (un attore che interpreta un ruolo femminile, forse alla maniera elisabettiana) perché mi sembrava muoversi di pi&ugrave; sui binari che percorre questo spettacolo" ci spiega Castagnari a proposito della sua interpretazione. Con un lavoro accurato e raffinatissimo, fatto di cura del particolare e grande presenza scenica, Castagnari ha costruito un vero e proprio altro interprete da sé, Quince, che vive di vita propria e incarna la sua Marlene catapultando lo spettatore in un'atmosfera visionaria, tipica degli anni che hanno caratterizzato l'ascesa della Dietrich. "Castagnari che diventava Marlene lo sentivo troppo azzardato, ho avuto bisogno di un intermediario, in questo modo io divento Quince ed &egrave; Quince a diventare Marlene": una vera e propria rivoluzionaria, la prima nella storia del cinema a baciare una donna in pubblico e a vestire i panni di un uomo. Ed &egrave; proprio questa sua ambiguit&agrave; di fondo che rende ancor pi&ugrave; interessante l'intera operazione di MARLENE D. The Legend.

Al pianoforte Andrea Calvani che cesella diciotto arrangiamenti da altrettanti indimenticabili successi: da La vie en Rose a Johnny da Lola a Lili Marlene.

Lo spettacolo ripercorre le tappe artistiche e personali della Dietrich. I tanti amori della diva turbolenta che mantiene sempre il suo charme impeccabile, trapassano senza lasciare sbavature la perfetta immedesimazione di Castagnari, tra abiti sontuosi che sembrano quadri luccicanti e atmosfere d'epoca. Si scopre cos&igrave; che la casa di Marlene ospitava rifugiati di gran rispetto come Renoir e René Clair, mentre la diva intesseva relazioni affettuose con Edith Piaf e Jean Gabin e per ogni suo spostamentonecessitava di una suite aggiuntiva per bauli, cappelliere e bagagli vari, perché come lei stessa afferma: "&egrave; Miss Dietrich che si muove, non la piccola fiammiferaia." Scopriamo la sua avversione per i film come Biancaneve perché "l'unica nella storia ad essere divina &egrave; la povera matrigna costretta chiss&agrave; perché a trasformarsi in una vecchia senza denti". La scopriamo cinica e divertente, capace di progettare il suo funerale che la vede protagonista come in una sfilata di Dior.

Quello che in tutti questi anni ha caratterizzato il commento comune di pubblico ecritica per questo spettacolo &egrave; stata proprio la metamorfosi che l'attore compie per trasformarsi nel personaggio, tanto da non riuscire pi&ugrave; a capirealla fine se stiamo applaudendo l'interprete o la stessa Dietrich. "La magie op&egrave;re", la magia si compie, come ha scritto la stampa francese. "Castagnari non ‘fa', ma ‘&egrave;' Marlene", come ha scritto sia quella italiana, che francese che messicana.

Un incanto che &egrave; stato fissato, come si diceva, in uno dei loro scatti leggendari dai due artisti francesi Pierre e Gilles, vere e proprie icone del mondo gay (e non solo), famosi per la loro tecnica che fonde insieme fotografia e pittura. È' recente l&acute;ultima loro esposizione fotografica (dal titolo "Wonderful Town" alla Galerie Jérôme de Noirmont di Parigi). Le loro opere sono infatti tutti pezzi unici. L'incontro fra i due fotografi e Quince/Castagnari, avvenuto a Parigi al Vingti&egrave;me Théâtre, ha dato vita a una foto straordinaria, realizzatanello studio dei due artisti, che unisce la sensualit&agrave; e l&acute;ambiguit&agrave; di Marlene con la drammaticit&agrave; di uno scenario post-industriale che fa da sfondo alla figura della diva.]]></description>
					<pubDate><![CDATA[Mon, 30 Jan 2012 15:23:09 GMT]]></pubDate>
                </item>
			
				<item>
					<title><![CDATA[A Palermo Mostra collettiva nel Loggiato San Bartolomeo]]></title>
					<link><![CDATA[http://www.culturalnews.it/dettaglio.asp?ID=20414]]></link>
					<description><![CDATA[Loggiato San Bartolomeo Corso Vittorio Emanuele, 25 Palermo

Fino al 02/03/2012

Immagini archetipiche, figure simboliche, linguaggi evocativi appartenenti al mondo arcano della natura e dell'alchimia: un complesso sistema di riferimento al quale l'uomo moderno resta legato ancora oggi.
Questi i contenuti di Prisca Sapientia, la collettiva che si tiene al Loggiato San Bartolomeo di Palermo.
 
In scena la trama della vita, il sogno, la magia, accompagnati dal destino, dal Caso che si manifesta sotto forma di metafore che celano elementi arcani, in grado di suscitare stupore e porre interrogativi.
Gli artisti presenti, attraverso opere pittoriche, sculture e fotografie, fanno riferimento alla mistica visionaria, ad elementi irrazionali e misteriosi, ai rapporti con la natura, ai riti e alle tradizioni, ad una sapientia tramandata nei secoli, generatrice di sentenze e detti dal sapore eterno.
 
La mostra, realizzata con il contributo della Provincia Regionale di Palermo, &egrave; organizzata da Assocultura, Associazione di Confcommercio che riunisce gallerie d'arte e aziende che lavorano nel settore della cultura e che, in tale occasione, vede la partecipazione delle gallerie Artem, Lupo'Art, Monteleone, XXS, Elle Arte, Pittorica e Angela Terrazzini-Architettura e Arte. 
Protagoniste sono le gallerie e le loro scelte artistiche, intorno ad un tema comune intrigante, quale quello del linguaggio simbolico e oscuro, degli interrogativi universali e dell'incertezza esistenziale. 
La mostra sar&agrave; visitabile sino al 2 marzo 2012.

SCHEDA EVENTO

Con il patrocinio e il contributo della Provincia Regionale di Palermo
Sede: Loggiato San Bartolomeo, Corso Vittorio Emanuele 25, Palermo
Data: fino al 2 marzo 2012


Organizzazione
Assocultura – c/o Confcommercio Palermo
Via E. Amari, 11 – 90139
Tel. 091 589430 - 091582716 ¬ –  Fax 091 6110196
formazione1@confcommercio.pa.it 
www.confcommercio.pa.it

 
Artem
Salvo Castellese, Giuseppe Lap&agrave;rola, Kino Mistral, Paolo Scheggi, Gabriele Torricelli, 

Elle Arte
Angelo Denaro, Giusy Drago Ferrante, Maurizio Priolo

Lupo Art
Ilaria Caputo, Salvatore Caputo, Wandawi

Monteleone
Alessandro Bazan, Orna Ben-Shoshan, Gian Paolo Dulbecco, Francesco Pessina

Pittorica 
Antonella Affronti, Fabrizio Costanzo, Tanina Cuccia, Giuseppe Fell, Sergio Figuccia, Pino Manzella

XXS
Francesco Cannia, Cinzia De Luca, Alessandro Leone, Paolo Madonia, Matilde Trapassi, Alessandro Vincenti, René Vinçon]]></description>
					<pubDate><![CDATA[Sat, 28 Jan 2012 22:46:08 GMT]]></pubDate>
                </item>
			
				<item>
					<title><![CDATA[Musica: Il ritorno di Marlene]]></title>
					<link><![CDATA[http://www.culturalnews.it/dettaglio.asp?ID=20410]]></link>
					<description><![CDATA[Torna in scena Quince, l'uomo che divent&ograve; Marlene Premio Marius 2009 a Parigi (come miglior spettacolo musicale dell'anno) 

Dal 21 al 26 febbraio prossimo al Teatro Erba di Torino (da marted&igrave; a sabato ore 21.00, domenica ore 16.00, infoline www.torinospettacoli.com) torna in scena MARLENE D. The Legend scritto e diretto da Riccardo Castagnari e interpretato da QUINCE.

 Lo spettacolo compie quest'anno 11 anni. Nato infatti nel 2001, per l'anniversario della nascita della Dietrich, passa nel 2003 per Citt&agrave; del Messico fino ad arrivare nel 2008 e 2009 sui palcoscenici francesi dove rimane in cartellone a Parigi per pi&ugrave; di tre mesi aggiudicandosi anche il prestigioso premio MARIUS 2009 come miglior spettacolo musicale dell&acute;anno -categoria adattamento francese- e la nomination a QUINCE come miglior attore protagonista. 

Parigi ha anche suggellato l&acute;incontro tra QUINCE e i fotografi Pierre e Gilles che hanno realizzato uno straordinario scatto in mostra a Parigi e pubblicato su catalogo (WONDERFUL TOWN alla Galerie Jérôme de Noirmont ).


Lo spettacolo ci propone una sensuale quanto ambigua Marlene Dietrich. Uno spaccato di vita della diva quando, ormai cinquantenne, viene dichiarata, insieme ad altre sue celebri colleghe, un disastro per il botteghino. Ecco allora che lei re-inventa se stessa in una nuova professione, quella di cantante e inizia una lunga tourn&egrave;e che la vedr&agrave; impegnata per i restanti 20 anni della sua lunga carriera.

 Ed &egrave; proprio qui che, in occasione della preparazione meticolosa di uno dei suoi leggendari concerti, veniamo a conoscenza anche della donna, con i retroscena dei suoi amori, con lo sfarzo dei suoi costumi e il risvolto amaro della sua solitudine. 

Il tutto accompagnato dalle pi&ugrave; belle canzoni che la Dietrich ha cantato sui palcoscenici di tutto il mondo accompagnata, nei primi anni, da un giovanissimo Burt Bacharach.
Quince, non &egrave; pi&ugrave; un mistero, &egrave; in realt&agrave; Riccardo Castagnari, in quello che solo riduttivamente possiamo chiamare un ruolo en travest&igrave;. 

"Pur essendoci in scena un uomo vestito da donna, non credo che questo possa definirsi un ruolo en travesti, nel senso usuale del termine. 

Ho inventato la definizione di Actor Queen (un attore che interpreta un ruolo femminile, forse alla maniera elisabettiana) perché mi sembrava muoversi di pi&ugrave; sui binari che percorre questo spettacolo" ci spiega Castagnari a proposito della sua interpretazione. Con un lavoro accurato e raffinatissimo, fatto di cura del particolare e grande presenza scenica, Castagnari ha costruito un vero e proprio altro interprete da sé, Quince, che vive di vita propria e incarna la sua Marlene catapultando lo spettatore in un'atmosfera visionaria, tipica degli anni che hanno caratterizzato l'ascesa della Dietrich. "Castagnari che diventava Marlene lo sentivo troppo azzardato, ho avuto bisogno di un intermediario, in questo modo io divento Quince ed &egrave; Quince a diventare Marlene": una vera e propria rivoluzionaria, la prima nella storia del cinema a baciare una donna in pubblico e a vestire i panni di un uomo. Ed &egrave; proprio questa sua ambiguit&agrave; di fondo che rende ancor pi&ugrave; interessante l'intera operazione di MARLENE D. The Legend.
Al pianoforte Andrea Calvani che cesella diciotto arrangiamenti da altrettanti indimenticabili successi: da La vie en Rose a Johnny da Lola a Lili Marlene.


Lo spettacolo ripercorre le tappe artistiche e personali della Dietrich. I tanti amori della diva turbolenta che mantiene sempre il suo charme impeccabile, trapassano senza lasciare sbavature la perfetta immedesimazione di Castagnari, tra abiti sontuosi che sembrano quadri luccicanti e atmosfere d'epoca. Si scopre cos&igrave; che la casa di Marlene ospitava rifugiati di gran rispetto come Renoir e René Clair, mentre la diva intesseva relazioni affettuose con Edith Piaf e Jean Gabin e per ogni suo spostamento necessitava di una suite aggiuntiva per bauli, cappelliere e bagagli vari, perché come lei stessa afferma: "&egrave; Miss Dietrich che si muove, non la piccola fiammiferaia." Scopriamo la sua avversione per i film come Biancaneve perché "l'unica nella storia ad essere divina &egrave; la povera matrigna costretta chiss&agrave; perché a trasformarsi in una vecchia senza denti". 


La scopriamo cinica e divertente, capace di progettare il suo funerale che la vede protagonista come in una sfilata di Dior.

Quello che in tutti questi anni ha caratterizzato il commento comune di pubblico e critica per questo spettacolo &egrave; stata proprio la metamorfosi che l'attore compie per trasformarsi nel personaggio, tanto da non riuscire pi&ugrave; a capire alla fine se stiamo applaudendo l'interprete o la stessa Dietrich. "La magie op&egrave;re", la magia si compie, come ha scritto la stampa francese. 

"Castagnari non ‘fa', ma ‘&egrave;' Marlene", come ha scritto sia quella italiana, che francese che messicana.

Un incanto che &egrave; stato fissato, come si diceva, in uno dei loro scatti leggendari dai due artisti francesi Pierre e Gilles, vere e proprie icone del mondo gay (e non solo), famosi per la loro tecnica che fonde insieme fotografia e pittura. È' recente l&acute;ultima loro esposizione fotografica (dal titolo "Wonderful Town" alla Galerie Jérôme de Noirmont di Parigi).

 Le loro opere sono infatti tutti pezzi unici. L'incontro fra i due fotografi e Quince/Castagnari, avvenuto a Parigi al Vingti&egrave;me Théâtre, ha dato vita a una foto straordinaria, realizzata nello studio dei due artisti, che unisce la sensualit&agrave; e l&acute;ambiguit&agrave; di Marlene con la drammaticit&agrave; di uno scenario post-industriale che fa da sfondo alla figura della diva.]]></description>
					<pubDate><![CDATA[Fri, 27 Jan 2012 15:51:01 GMT]]></pubDate>
                </item>
			
				<item>
					<title><![CDATA[Lady om mmx2, uno show contro il tumore al seno]]></title>
					<link><![CDATA[http://www.culturalnews.it/dettaglio.asp?ID=20409]]></link>
					<description><![CDATA[- Una grande battaglia, 12 guerriere, una sola vincitrice... In diretta web dall&acute;Universit&agrave; di Camerino LADY OM MMX2 - Domenica 5 febbraio 2012, ore 18:00 -

Vi aspettano 90 minuti di spettacolo ad alta carica adrenalinica nella magnifica cornice del Teatro Filippo Marchetti di Camerino.
Avvincenti confronti muscolari con riprese ravvicinate, prove di forza funzionali, descrizioni dell&acute;aspetto tecnico, dichiarazioni di sfida tra le protagoniste e ritmi serrati. Le luci adagiate sui corpi a descrivere le atmosfere, accompagnate da coreografie a tema e dalla narrazione. Ci sar&agrave; infatti l&acute;intermezzo nello spettacolo, la cui direzione artistica &egrave; affidata ad Oberdan Mancini con la collaborazione di Diletta Romana Cacciagrano, di una sorprendente idea teatrale creata dalla Compagnia del Brivido diretta da Raffaello Sasson, la  scelta dei testi &egrave; affidata a Francesca Stajano che sar&agrave; in scena con Massimiliano Vado e indosser&agrave; i costumi di Eleonora Notaro appositamente creati per l&acute;evento. I testi usati saranno di Franco di Dio (brano sul fuoco), regista teatrale scomparso qualche anno fa, e dei Poeti d&acute;azione di Alessandro d&acute;Agostini (brani su terra aria e acqua). Le foto per la Compagnia del Brivido saranno affidate alla brava Alessia Fanutti. Spiegano gli organizzatori: "Abbiamo unito assieme in un Auditorium, 12 campionesse internazionali di culturismo, attori di teatro e un&acute;orchestra di oltre trenta elementi. Ne nasce un elegante spettacolo che sar&agrave; una sorpresa per molti. LADY OM MMX2 &egrave; un evento benefico in favore della lotta al tumore al seno seguito dalla LILT. Per l&acute;aspetto comunicativo, si propone di trasformare la percezione della cultura fisica, fornendone una immagine appassionante, condivisibile. 
"La musica, classica e non, eseguita dal vivo e che accompagna le performance delle atlete e i brani letti dagli attori, &egrave; gi&agrave; una chiara indicazione dei nostri intendimenti.".
Tutto il pubblico diventa protagonista
Per la prima volta nella storia, le atlete sapranno di avere davanti una "platea-giuria" grande quanto il mondo.
Dall&acute;Universit&agrave; di Camerino (che curer&agrave; la trasmissione), l&acute;evento &egrave; trasmesso in contemporanea su una rete di siti nel mondo in continuo upload. Lo spettatore - da casa o in teatro - esprime il suo gradimento determinando attivamente la classifica.
L&acute; atleta pi&ugrave; votata vincer&agrave; il titolo di LADY OM MMX2 e sar&agrave; la prima campionessa internazionale... direttamente eletta dal mondo! Special guest web star lenda Murray.  LADY OM MMX2 &egrave; anche un evento benefico. L&acute;incasso derivato dal merchandising, viene devoluto in beneficenza per la lotta al tumore al seno.
Durante la serata, le 12 atlete leggono un toccante comunicato nelle rispettive lingue di appartenenza. Un gesto che impreziosisce la serata, nobilitando tutte le realt&agrave; che vi sono coinvolte.
Per pochi istanti, il filo invisibile di una straordinaria energia, partir&agrave; dal palco dove sono le atlete e viagger&agrave; attraverso lo spazio cibernetico per unire tante persone e tanti cuori.
Info: 0737632534 – Ingressi: posto unico 15 Euro,  studenti UNICAM ingresso libero.
All&acute;ingresso, contributo associativo volontario alla  L.I.L.T.]]></description>
					<pubDate><![CDATA[Fri, 27 Jan 2012 15:48:26 GMT]]></pubDate>
                </item>
			
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					<title><![CDATA[MID PIANO approda all'Eliseo e diventa CONCERT Per incontrare ARTURO ANNECCHINO]]></title>
					<link><![CDATA[http://www.culturalnews.it/dettaglio.asp?ID=20401]]></link>
					<description><![CDATA[Magico autore che parla la lingua dell'anima, del teatro e del cinema
Artista ecologista ed antiaccademico
 
Luned&igrave; 6 febbraio 2012 - Ore 20.45
Teatro Eliseo - Via Nazionale 183
Info 06 488 2114 – 06 4887 2222 www.teatroeliseo.it
Ingresso 5 euro - (i biglietti sono acquistabili sia in prevendita che la sera stessa, al botteghino del teatro)
 
6 febbraio 2012, Roma Teatro Eliseo: ARTURO ANNECCHINO, grazie alla collaborazione di Artisti Riuniti e del Teatro Eliseo, torna fra le quinte del teatro per raccontare le suggestioni di MID PIANO - Concert, il progetto musicale in tre tappe che di recente ha dato vita a MidPiano3 prodotto da Storie di Note ed Helikonia, distribuito in cd da Egea. A precederlo nel foyer l'entract di Alice Sforza (Eyes) e un'installazione di valigie sonore, metafora del retaggio della memoria che infarcisce di suoni la nostra anima e costruisce il tappeto musicale del nostro presente.
Un nome speso da anni nella musica per Teatro (oltre 300 gli spettacoli realizzati), di recente musicista richiestissimo nel cinema, con MidPiano3 Arturo Annecchino firma un lavoro che completa e segna il momento di transito di un tragitto musicale che partendo dall'esperienza magica e lunare di Midnight Piano (2007) e di Midnight Piano 2 (2009), approda ad un linguaggio che sa combinare con sapienza solarit&agrave; e introspezione. La formula rimane quella dello straniamento dallo spazio e dal tempo che conduce con sapienza e dolcezza l'ascoltatore nei dedali delle sue pi&ugrave; segrete e profonde emozioni. Il pianoforte di Annecchino si arricchisce di un pacchetto di suoni ed effetti che l'autore si porta dietro anche nei live all'interno di una simbolica valigia: misterioso oggetto antico e romantico all'interno del quale custodire memorie e suoni che entrano in un gioco contrappuntistico con il pianoforte. Questo linguaggio classicocontemporaneo, l'abilit&agrave; nel regalare suggestioni, ha costruito negli anni la fortuna di Annecchino presso il mondo del teatro ed ora del cinema.
Ricordiamo che la traccia 5 si fregia di uno splendido cammeo di Peter Stein, il grande regista teatrale tedesco qui nei panni di voce recitante/cantante.
L'uscita di questo lavoro, in gestazione da due anni, segue il successo per la colonna sonora de Labellezza del somaro di Sergio Castellitto (la colonna sonora &egrave; pubblicata da Universal e disponibile sia nei negozi di dischi che su Itunes) e per la realizzazione delle musiche di Romeo e Giulietta con Scamarcio per la regia di Valerio Binasco. Attualmente Annecchino &egrave; anche consulente e stretto collaboratore per la colonna sonora del prossimo film di Castellitto tratto dal romanzo "Venuto al mondo" di Margaret Mazzantini, attualmente in lavorazione.
 

Arturo ANNECCHINO
Arturo Annecchino, compositore salernitano nato a Caracas, &egrave; fra i pi&ugrave; prolifici ed apprezzatiautori di musica per teatro e danza, malgrado la sua formazione sia da totale autodidatta; ha collaborato con autorevoli registi e artisti della scena nazionale ed internazionale. Da diversi anni partner artistico di un genio della regia come Peter Stein, Annecchino ha composto le musiche non solo per gli spettacoli del maestro tedesco, ma anche, fra gli altri, per: Alfredo Arias, Susan Sontag, Massimo Castri, Deborah Warner, Valerio Binasco, Luigi Squarzina, Janush Kika, Giancarlo Sepe, Giuseppe Patroni Griffi, Jean Claude Berutti, Ren&egrave; de Ceccatty, Attilio Corsini, Lindsay Kemp, Sosta Palmizi, Glauco Mauri, Giorgio Ferrara, Paolo Magelli, Walter Pagliaro, Luca Zingaretti, Massimo Chiesa Marco Sciaccaluga, e molti ancora.
Di recente si &egrave; trasferito a vivere in Umbria dove ha optato per una vita completamente immersa nel verde. Una particolarit&agrave;: all'interno della sua villa di campagna, Arturo ha adattato una sorta ad auditorium open air uno spazio naturale immerso totalmente nel verde, regalando cos&igrave; alla musica una struttura ed un'atmosfera uniche (Anfiteatro de lo Stagno).
Autore di opere radiofoniche pluripremiate, ideatore di performance originali dall'elevato impatto emozionale, dedito ad inesauribili sperimentazione e ricerca, ha affrontato con  gli album Midnight Piano (2007) e Midnight Piano 2 (2009) le possibilit&agrave; della musica "pura" affidata ai timbri del pianoforte solo. Dopo questi primi 2 capitoli, a cui il noto pittore e scultore Gianni Dess&igrave; ha dato il suo contributo attraverso le immagini di copertina, qualcosa &egrave; cambiato nello spirito dell'artista che ha lasciato le atmosfere tenui e le magiche della notte, portando, con immutata gentilezza, ma senza indugi, il suo pianoforte verso l'intensit&agrave; del giorno.
E cos&igrave; il terzo capitolo &egrave; diventato Midpiano 3 ed Arturo Annecchino, in questo suo nuovo lavoro, affianca al suo strumento, in momenti diversi, voci, virtuosi di vari strumenti, un'orchestra sinfonica ungherese e, addirittura, un gruppo rock. Non per nulla l'artwork di quest'album &egrave; stato realizzato da un altro artista di valore, con la musica nel sangue, il grafico e pittore francese Michel Collet (prima di Arturo lavori per PGR, Nada, Macina-Gang, Hector Zazu, Marlene Kuntz, Kay Mc Carthy, Les Anarchistes, Voicelink….).
Di pari passo con la sua entrata in scena come interprete ed anche grazie ai due Midnight Piano e ai diversi concerti eseguiti, in questi ultimi 3 anni Annecchino ha trovato nuove soddisfazionianche nel grande cinema d'autore. Sergio Castellitto, ad esempio, dopo aver ascoltato i suoi due album, se n'&egrave; innamorato, prendendo il pianista quale pi&ugrave; stretto collaboratore per le colonne sonore dei suoi due ultimi film, "La bellezza del somaro" (2010) e "Venuto al mondo" (in lavorazione).
La sua maestria ha dato vita a musiche di grande impatto per il "Romeo e Giulietta" teatrale diretto da Valerio Binasco, con RiccardoScamarcio (2011, con CD Storie di note) e a Missalaika (2011), sorprendente opera-concerto che viaggia attraverso i grandi maestri del rock (Pink Floyd, Gentle Giant, Genesis ), dell'ambient (Sigur Ros) e della musica classica (Satie, Poulanc), legati da un "racconto teatrale" sottile.   Da non dimenticare in questo momento magico di Arturo Annecchino le collaborazioni al piano in alcuni readings di Luca Zingaretti, su tematiche civili e sociali, con grande audience, anche televisiva e Operafumetto, singolare e quasi irripetibile pi&egrave;ce di teatro, musica e danza con centinaia di interpreti, di scena per le strade di Orvieto nel maggio 2010.
Attualmente sta lavorando ad un'opera Cerimonia piccola e cerimonia grande, commissionata dal teatro lirico di Maribor (Capitale europea cultura 2012), che avr&agrave; la regia di Paolo Magelli. Su libretto di Alice Sforza, Paolo Magelli e Zejlka Udovice e che sar&agrave; rappresentata in prima assoluta a Bratislava  nel 2013.]]></description>
					<pubDate><![CDATA[Mon, 23 Jan 2012 12:39:23 GMT]]></pubDate>
                </item>
			
				<item>
					<title><![CDATA[Tutti i matrimoni sono da favola]]></title>
					<link><![CDATA[http://www.culturalnews.it/dettaglio.asp?ID=20400]]></link>
					<description><![CDATA[Wedding  planners : oltre 22 milioni di voci  sono riportate su Internet  e ci&ograve;  d&agrave; la misura di quanto  questa  attivit&agrave; sia complessa e quante persone vi si dedichino .La professione del Wedding  planner si sviluppa oltreoceano  ed in Italia sono fiorenti scuole  su  tutto lo stivale. L'attivit&agrave; di organizzare matrimoni dalla a alla zeta &egrave; un lavoro  che  richiede  non solo  una spiccata predisposizione  ai rapporti umani,ma  anche    uno  straordinario  senso artistico ,una capacit&agrave; imprenditoriale non indifferente , una perfetta conoscenza   delle mansioni che deve svolgere un     Wedding  planner e conoscere  i fondamenti  della psicologia. 
 E' una professione che non ci si pu&ograve; inventare dalla sera alla mattina e non &egrave; detto che tutti quelli che la praticano  siano all'altezza di farlo .Come   in tutti i lavori,  ci sono quelli che improvvisano, quelli che si fanno stampare il biglietto da visita  e partono per l'avventura: o la va o la spacca.

 Vi &egrave; anche da dire che usi ,costumi  e  tradizioni  in fatto di matrimonio sono tanti e cambiano da nord a sud e dalla possibilit&agrave; di investire  in questo evento. Vi &egrave; per&ograve; da aggiungere che quando si creano le condizioni perch&egrave; il matrimonio si concretizzi ,i futuri sposi  con famiglie annesse   possono essere  disorientati  sul da farsi,  su quale tempistica adottare   e sulle  procedure da seguire . E' pur vero che,da  che mondo &egrave; mondo, tutti alla fine   si sono sempre sposati,ma oggi  pi&ugrave; che mai  questo evento non   viene pi&ugrave; giudicato   dalle portate  dell' abbuffata e da quanto tempo i commensali stanno inchiodati a tavola. Il  matrimonio oggi ,  che sia sfarzoso o semplice,  &egrave; comunque un evento importante  tanto per gli sposi quanto  per gli ospiti : &egrave; quindi necessario  rendere armonico  ogni dettaglio.

 Non esiste ovviamente una unica procedura  uguale per tutti i matrimoni  ma tante procedure quanti sono i matrimoni e  gli sposi  sono gli attori di questo evento   di cui  stabiliscono i cardini   . Il compito  del  Wedding  planner  professionista  &egrave; quello di conoscere perfettamente la materia   e di adattarla alle esigenze della coppia facendo presente anche quali sono le nuove tendenze   in auge in questo settore. Enzo Miccio &egrave; il moderno  Monsignor della Casa dei matrimoni.Un uomo che non ha segreti:  per mesi &egrave; apparso in televisione illustrando dal vivo  passo dopo passo   come si organizza un matrimonio, non con esempi teorici, ma portando sul piccolo   schermo fatti ed avvenimenti realmente accaduti , sposi compresi .Non pago di questa esperienza, che ha fatto conoscere  agli spettatori tutti i segreti del suo lavoro,ha anche scritto un libro "Matrimonio da Favola",pagg.255,€ 21,50, edizioni Rizzoli .E' un volume a carattere propedeutico e con un linguaggio  accessibile a tutti,   narra al lettore   come  svolge  il  proprio  lavoro   mentre   si presta ad    organizzare    eventi  matrimoniali  .  Leggendo il libro si possono cogliere spunti interessanti  per chi deve organizzare il proprio matrimonio]]></description>
					<pubDate><![CDATA[Sat, 21 Jan 2012 19:00:34 GMT]]></pubDate>
                </item>
			
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